domenica 24 luglio 2011

Biotech meglio degli Ogm: cosa sta cambiando?

Biotech meglio degli Ogm: cosa sta cambiando?

Negli ultimi 5 anni la fiducia verso le colture transgeniche si è progressivamente ridotta nei paesi dell’Ue: in Italia è passata del 42% del 2005 al 24% del 2010, in Spagna dal 53% dei consensi si è passati al 35%, in Portogallo dal 56% al 37%, in Francia dal 23% al 16%, e in Germania le percentuali sono rimaste all’incirca stabili ma con livelli bassi intorno al 22%. Questi valori mettono in luce come l’ingegneria genetica non rappresenti più una risposta positiva alle problematiche in campo agricolo. I dubbi sono ancora tanti e riguardano i rischi per la salute e l’impatto ambientale.

Sembra, dunque, che gli OGM non siano in grado di garantire un futuro agricolo sostenibile, cosa che, di contro, potrebbe assicurare la biotecnologia, che invece ha registrato un incremento in fiducia e investimenti. L’uso di tecniche tradizionali insieme ai nuovi saperi della scienza permettono una riduzione dei tempi di sviluppo delle nuove varietà di colture che potrebbero in futuro contribuire a migliorare la sostenibilità dell’agricoltura, producendo anche costi inferiori.

“Più si intensifica la biodiversità, più si produce economia e sviluppo. Potremmo nutrire due Indie se intensifichiamo la biodiversità in agricoltura”, ha detto, in video collegamento col seminario tenutosi a Milano via web promosso da Barilla Center for Food Nutrition (Bcfn), Vandana Shiva, attivista politica e ambientalista e direttore del Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy.


Fonte

domenica 10 luglio 2011

Agromafie: la Coldiretti denuncia le contraffazioni del made in Italy

Video: Agromafie: la Coldiretti denuncia le contraff.. (Guarda)
Ogni anno in Italia vengono importati 63 milioni di cosce di maiali dall’estero, mentre internamente ne vengono prodotte 26 milioni.  Ciò vuol dire che tre prosciutti su quattro vengono da maiali allevati all’estero, ma venduti come italiani. In generale, il 33% dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati all’estero viene fatto con materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy, per questo la Coldiretti ha aperto il primo salone degli inganni a tavola, in cui denuncia ed espone le mozzarelle prodotte senza latte, il pomodoro cinese avariato, il miele prodotto con l’aggiunta illegale di zucchero, il prosciutto ottenuto da maiali olandesi e perfino il vino Chianti californiano.

Secondo Coldiretti, inoltre, una mozzarella su quattro non deriva direttamente dal latte ma da cagliate, un semilavorato industriale spesso importato dall’estero, oppure da polvere di caseina e formaggi fusi scaduti riciclati come commestibili e la situazione non migliora nel comparto vegetale dopo che nel 2010 sono stati importati ben 115 milioni di chili di concentrato di pomodoro, il 15% della produzione nazionale, destinati ad essere esportati come Made in Italy.